La “Musica” come metafora dell’orgasmo, romanzo breve di Yukio Mishima

Alla porta del dottor Shiomi Kazunori, uno psicanalista, si presenta Reiko un’affascinante ventenne, che lo informa di non riuscire a sentire la musica. E’ l’inizio di un racconto appassionante in cui i tentativi di risalire alla causa del problema (la musica è una metafora dell’orgasmo) vengono descritti con una suspence degna di un romanzo giallo. Perchè, in qualche modo, analizzare l’inconscio è un po’ come investigare. Il romanzo è nei fatti l’interpretazione psicoanalitica di un caso di frigidità.

Il libro di Mishima (edito da Feltrinelli) è ispirato ad una storia vera. L’autore indaga gli aspetti dell’animo umano, non solo del paziente ma anche dello psicoanalista, del suo debole per l’attraente giovane. Tra le pagine, si può toccare con mano quel controtransfert che mette in risalto le debolezze dell’animo umano, rapporto tra terapeuta e paziente di cui già C.G. Jung e Sabina Spielrein ci avevano messo al corrente.

I suoni e la melodia, non appena uditi, si trasformano in silenzi, metafora del suo non riuscire a percepire e raggiungere il piacere nel rapporto amoroso. La musica diventa allora simbolismo e allusione dell’orgasmo, un problema sessuale femminile che il dottor Shiomi si trova ad affrontare…

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